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Şişli, Turchia · 435 recensioni della clinica
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Il trapianto di rene sostituisce la funzione dei reni non più efficienti con quella di un rene sano prelevato da un donatore. È il trattamento di riferimento dell'insufficienza renale cronica terminale e, rispetto alla dialisi, comporta meno limitazioni nella vita quotidiana. In Italia l'attività di prelievo e trapianto è coordinata dal Centro Nazionale Trapianti, istituito dalla legge 1 aprile 1999, n. 91. Questa pagina spiega chi può donare e cosa prevede la legge italiana, come funziona il percorso in Italia e in quali circostanze, poche e precise, si pone davvero la questione di un intervento all'estero.
Le cifre sono intervalli, non promesse. L'idoneità richiede una valutazione individuale da parte di un medico.
Ogni clinica stabilisce il proprio prezzo: verifichi cosa include prima di confrontarne due.



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Şişli, Turchia · 48 recensioni della clinica
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Bağcılar, Turchia · 18 recensioni della clinica
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Istanbul, Turchia · 15 recensioni della clinica




Gaziosmanpaşa, Turchia · 39 recensioni della clinica
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Zeytinburnu, Turchia · 15 recensioni della clinica
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Sarıyer, Turchia · 22 recensioni della clinica
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Adalia, Turchia · 27 recensioni della clinica
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Hirschberg, Polonia · 2 recensioni della clinica
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Adalia, Turchia · 22 recensioni della clinica
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Le cliniche sono valutate e ordinate da Flymedi. Come funziona la classifica.
Pazienti curati tramite Flymedi, con parole loro. Nulla viene caricato o riprodotto finché non premi play.
Alex
Settoplastica
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Laura
Impianto Dentale
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Louren
Gastrectomia a Manica
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Mark Chambarlein
Trapianto Capelli
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Josephine Nyella
Allungamento Gambe
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Youssef
Rinoplastica
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Helen Totsis
Impianto Dentale
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Jacqueline Davies
Gastrectomia a Manica
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Anıl Chopra
Trapianto Capelli FUE
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Damon
Ginecomastia
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Un rene per trapianto proviene da un donatore vivente o da un donatore deceduto, e la differenza determina quasi tutto il resto: i tempi, la possibilità di programmare l'intervento e, per chi non risiede nel Paese in cui verrebbe eseguito, la possibilità stessa di essere trapiantato. Per questo la prima sezione di questa pagina non parla di costi né di destinazioni, ma di donatori.
Donatore vivente. È una persona in buona salute che cede uno dei propri reni a un familiare o a una persona legata al ricevente da un rapporto stretto. Un solo rene sano è sufficiente per vivere normalmente. Il donatore affronta accertamenti propri, il cui scopo è escludere che la donazione possa danneggiarlo, e può essere giudicato non idoneo per ragioni che riguardano soltanto la sua salute, anche quando il ricevente è pronto.
In Italia la donazione da vivente è gratuita e sottoposta a un controllo esterno. La legge 26 giugno 1967, n. 458 stabilisce che il prelievo di rene tra persone viventi avvenga a titolo gratuito e sia autorizzato da un giudice. L'Istituto Superiore di Sanità descrive la valutazione dell'idoneità del donatore come un percorso supportato da una commissione indipendente di esperti, la cosiddetta parte terza, e validato da un magistrato. Gli accertamenti servono a escludere un danno per il donatore e per il ricevente e ad accertare che la volontà di donare sia libera da condizionamenti e consapevole.
Donatore deceduto. I reni prelevati da donatore deceduto sono assegnati attraverso le liste di attesa, secondo criteri di compatibilità e di priorità clinica. Per gli adulti le liste sono regionali o interregionali, per l'età pediatrica sono nazionali. Queste liste non sono accessibili a chi non risiede nel Paese, e questo vale in Italia come nelle destinazioni con cui Flymedi collabora.
Trapianto cross-over. Quando il donatore e il ricevente di una coppia non sono compatibili tra loro, il programma nazionale di trapianto crossover coordinato dal Centro Nazionale Trapianti consente di scambiare i donatori con un'altra coppia nella stessa condizione. È una possibilità da verificare con il proprio centro, perché non tutti i percorsi vi rientrano.
Compatibilità. Si valutano il gruppo sanguigno AB0, la tipizzazione HLA e la prova crociata, che verifica se il ricevente ha anticorpi diretti contro le cellule del donatore. L'Istituto Superiore di Sanità riporta che, nel lungo periodo, un trapianto da donatore vivente dura in media più a lungo di uno da donatore deceduto.
Che cosa si può pagare e che cosa no. Chi cerca un trapianto di rene « a pagamento » di solito intende un intervento sostenuto di tasca propria, spesso fuori dal proprio Paese. Vale la pena chiarire che cosa questo può significare e che cosa no. Si paga la prestazione sanitaria: gli accertamenti, l'intervento, la degenza, i farmaci somministrati durante il ricovero e il coordinamento del percorso. Non si paga l'organo e non si paga il donatore. In Italia e in ogni Paese in cui Flymedi opera la compravendita di organi è un reato. Flymedi non cerca donatori, non mette in contatto donatori e riceventi privi di un legame preesistente e non prende parte ad alcun accordo che preveda un compenso per un donatore, qualunque sia il Paese in cui l'intervento verrebbe eseguito. Non accettiamo richieste formulate in questi termini. Una proposta di acquisto o di vendita di un organo non si tratta: si segnala alle autorità.
Chi si sposta per un trapianto parte con il proprio donatore vivente. Il grado di parentela ammesso e la revisione da parte del comitato etico sono stabiliti dalla legge del Paese di destinazione, non dalla clinica, e un parere contrario interrompe il percorso. I dettagli per singola destinazione sono sulle pagine dedicate, per esempio il trapianto di rene in Turchia.
L'inserimento in lista di attesa passa dal nefrologo, che propone la valutazione, e dal centro trapianti, che completa gli accertamenti e decide l'iscrizione. È possibile anche prima dell'inizio della dialisi: è un punto da affrontare presto.
L'attesa di un rene da donatore deceduto si misura in anni e dipende dal gruppo sanguigno, dal grado di immunizzazione e dal centro di riferimento. Una cifra media dice poco sul singolo caso: chieda al suo centro trapianti i tempi che riguardano la sua situazione. Il Centro Nazionale Trapianti pubblica i dati per singolo centro sul portale trapianti.salute.gov.it, ed è lì che quei numeri vanno letti.
Il trapianto da donatore vivente cambia questo quadro, perché l'intervento si programma in anticipo e in alcuni casi può essere eseguito prima che la dialisi sia iniziata.
Il trapianto e la terapia immunosoppressiva successiva sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale. È un elemento da mettere nel conto in qualunque confronto con un intervento eseguito fuori dall'Italia, dove le stesse voci restano a carico del paziente.
La preparazione è una valutazione completa, non una singola visita, e riguarda sia il ricevente sia il donatore. L'intervento si svolge in anestesia generale e dura alcune ore, secondo il caso e il centro. I tempi e l'elenco degli esami li stabilisce il centro trapianti: conviene farseli mettere per iscritto.
La terapia immunosoppressiva si assume per tutto il tempo in cui il trapianto funziona. L'interruzione o l'assunzione irregolare è tra le cause più frequenti di rigetto, ed è l'aspetto che dipende più direttamente dal paziente. I controlli di laboratorio sono ravvicinati nei primi mesi e si diradano con il tempo, ma non si interrompono. Il calendario lo stabilisce il centro.
Se sta valutando un intervento fuori dall'Italia, due questioni vanno chiarite prima di partire e non al ritorno. La prima: se il farmaco previsto dalla clinica è disponibile e rimborsabile in Italia, e chi glielo prescriverà. La seconda: quale nefrologo e quale centro trapianti la prenderanno in carico per i controlli successivi.
Dalla clinica porti con sé la documentazione completa: il verbale operatorio, i risultati degli esami di compatibilità tra donatore e ricevente, lo schema della terapia, la lettera di dimissione e il calendario dei controlli. Senza questi documenti la presa in carico in Italia diventa difficile.
Dopo il trapianto le limitazioni alimentari e di attività sono minori di quelle imposte dalla dialisi. L'adattamento richiede però tempo: l'ansia legata a un possibile rigetto è comune nel primo anno, così come un calo dell'umore a qualche settimana dall'intervento. Non sono segnali che qualcosa sia andato storto, ma sono un motivo per chiedere sostegno.
Si rivolga a un medico lo stesso giorno se compaiono riduzione della quantità di urina, febbre, dolore o dolorabilità sopra la zona del trapianto, aumento rapido di peso o gonfiore.
Risposte del team di contenuti medici, revisionate dal revisore medico indicato in questa pagina.
Scritto da Abdulaziz Ali. Revisionato dal punto di vista medico da Dr. Hasan L. Lice, Chirurgia Bariatrica. Contenuto aggiornato il 15 settembre 2024. Prossima revisione programmata: 15 settembre 2025.
Questa pagina contiene informazioni generali, non consigli medici personali. Non costituisce una diagnosi e non sostituisce una valutazione individuale da parte di un medico che l'ha visitata.
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