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Trapianto di rene all'estero

Il trapianto di rene sostituisce la funzione dei reni non più efficienti con quella di un rene sano prelevato da un donatore. È il trattamento di riferimento dell'insufficienza renale cronica terminale e, rispetto alla dialisi, comporta meno limitazioni nella vita quotidiana. In Italia l'attività di prelievo e trapianto è coordinata dal Centro Nazionale Trapianti, istituito dalla legge 1 aprile 1999, n. 91. Questa pagina spiega chi può donare e cosa prevede la legge italiana, come funziona il percorso in Italia e in quali circostanze, poche e precise, si pone davvero la questione di un intervento all'estero.

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Revisionato dal punto di vista medico da Dr. Hasan L. Lice, Chirurgia Bariatrica. Scritto da Abdulaziz Ali.
Aggiornato il 15 settembre 2024 · Standard editoriali

Trapianto di Reni all'estero in sintesi

Le cifre sono intervalli, non promesse. L'idoneità richiede una valutazione individuale da parte di un medico.

Cliniche per Trapianto di Reni

Ogni clinica stabilisce il proprio prezzo: verifichi cosa include prima di confrontarne due.

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Hirschberg, Polonia · 2 recensioni della clinica

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Storie dei pazienti

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Alex

Settoplastica

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Laura

Impianto Dentale

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Louren

Gastrectomia a Manica

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Mark Chambarlein

Trapianto Capelli

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Josephine Nyella

Allungamento Gambe

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Youssef

Rinoplastica

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Helen Totsis

Impianto Dentale

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Jacqueline Davies

Gastrectomia a Manica

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Anıl Chopra

Trapianto Capelli FUE

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Damon

Ginecomastia

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Trapianto di rene all'estero

Un rene per trapianto proviene da un donatore vivente o da un donatore deceduto, e la differenza determina quasi tutto il resto: i tempi, la possibilità di programmare l'intervento e, per chi non risiede nel Paese in cui verrebbe eseguito, la possibilità stessa di essere trapiantato. Per questo la prima sezione di questa pagina non parla di costi né di destinazioni, ma di donatori.

Tipi di donatore e perché la donazione non può essere retribuita

Donatore vivente. È una persona in buona salute che cede uno dei propri reni a un familiare o a una persona legata al ricevente da un rapporto stretto. Un solo rene sano è sufficiente per vivere normalmente. Il donatore affronta accertamenti propri, il cui scopo è escludere che la donazione possa danneggiarlo, e può essere giudicato non idoneo per ragioni che riguardano soltanto la sua salute, anche quando il ricevente è pronto.

In Italia la donazione da vivente è gratuita e sottoposta a un controllo esterno. La legge 26 giugno 1967, n. 458 stabilisce che il prelievo di rene tra persone viventi avvenga a titolo gratuito e sia autorizzato da un giudice. L'Istituto Superiore di Sanità descrive la valutazione dell'idoneità del donatore come un percorso supportato da una commissione indipendente di esperti, la cosiddetta parte terza, e validato da un magistrato. Gli accertamenti servono a escludere un danno per il donatore e per il ricevente e ad accertare che la volontà di donare sia libera da condizionamenti e consapevole.

Donatore deceduto. I reni prelevati da donatore deceduto sono assegnati attraverso le liste di attesa, secondo criteri di compatibilità e di priorità clinica. Per gli adulti le liste sono regionali o interregionali, per l'età pediatrica sono nazionali. Queste liste non sono accessibili a chi non risiede nel Paese, e questo vale in Italia come nelle destinazioni con cui Flymedi collabora.

Trapianto cross-over. Quando il donatore e il ricevente di una coppia non sono compatibili tra loro, il programma nazionale di trapianto crossover coordinato dal Centro Nazionale Trapianti consente di scambiare i donatori con un'altra coppia nella stessa condizione. È una possibilità da verificare con il proprio centro, perché non tutti i percorsi vi rientrano.

Compatibilità. Si valutano il gruppo sanguigno AB0, la tipizzazione HLA e la prova crociata, che verifica se il ricevente ha anticorpi diretti contro le cellule del donatore. L'Istituto Superiore di Sanità riporta che, nel lungo periodo, un trapianto da donatore vivente dura in media più a lungo di uno da donatore deceduto.

Che cosa si può pagare e che cosa no. Chi cerca un trapianto di rene « a pagamento » di solito intende un intervento sostenuto di tasca propria, spesso fuori dal proprio Paese. Vale la pena chiarire che cosa questo può significare e che cosa no. Si paga la prestazione sanitaria: gli accertamenti, l'intervento, la degenza, i farmaci somministrati durante il ricovero e il coordinamento del percorso. Non si paga l'organo e non si paga il donatore. In Italia e in ogni Paese in cui Flymedi opera la compravendita di organi è un reato. Flymedi non cerca donatori, non mette in contatto donatori e riceventi privi di un legame preesistente e non prende parte ad alcun accordo che preveda un compenso per un donatore, qualunque sia il Paese in cui l'intervento verrebbe eseguito. Non accettiamo richieste formulate in questi termini. Una proposta di acquisto o di vendita di un organo non si tratta: si segnala alle autorità.

Chi si sposta per un trapianto parte con il proprio donatore vivente. Il grado di parentela ammesso e la revisione da parte del comitato etico sono stabiliti dalla legge del Paese di destinazione, non dalla clinica, e un parere contrario interrompe il percorso. I dettagli per singola destinazione sono sulle pagine dedicate, per esempio il trapianto di rene in Turchia.

Il percorso in Italia: lista d'attesa, tempi e presa in carico

L'inserimento in lista di attesa passa dal nefrologo, che propone la valutazione, e dal centro trapianti, che completa gli accertamenti e decide l'iscrizione. È possibile anche prima dell'inizio della dialisi: è un punto da affrontare presto.

L'attesa di un rene da donatore deceduto si misura in anni e dipende dal gruppo sanguigno, dal grado di immunizzazione e dal centro di riferimento. Una cifra media dice poco sul singolo caso: chieda al suo centro trapianti i tempi che riguardano la sua situazione. Il Centro Nazionale Trapianti pubblica i dati per singolo centro sul portale trapianti.salute.gov.it, ed è lì che quei numeri vanno letti.

Il trapianto da donatore vivente cambia questo quadro, perché l'intervento si programma in anticipo e in alcuni casi può essere eseguito prima che la dialisi sia iniziata.

Il trapianto e la terapia immunosoppressiva successiva sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale. È un elemento da mettere nel conto in qualunque confronto con un intervento eseguito fuori dall'Italia, dove le stesse voci restano a carico del paziente.

Preparazione all'intervento e come si svolge

La preparazione è una valutazione completa, non una singola visita, e riguarda sia il ricevente sia il donatore. L'intervento si svolge in anestesia generale e dura alcune ore, secondo il caso e il centro. I tempi e l'elenco degli esami li stabilisce il centro trapianti: conviene farseli mettere per iscritto.

  1. Valutazione del ricevente

    Esami del sangue e delle urine, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, imaging del torace, ecografia addominale e studio dei vasi iliaci, endoscopia digestiva e bonifica dei focolai infettivi, compresa quella odontoiatrica.
  2. Valutazione del donatore

    Un percorso separato, con i propri esami e i propri tempi.
  3. Prove di compatibilità

    Gruppo sanguigno AB0, tipizzazione HLA e prova crociata. Una prova crociata positiva impedisce di procedere con quella coppia.
  4. I reni nativi restano al loro posto

    Non vengono rimossi, perché l'asportazione aggiungerebbe un intervento senza beneficio. Si rimuovono solo se causano infezioni ripetute, ipertensione non controllata o se il volume lo impone.
  5. Prelievo dal donatore

    Viene eseguito di norma per via laparoscopica, attraverso un accesso di piccole dimensioni. Il donatore è operato separatamente e ha un proprio decorso.
  6. Impianto

    Il rene viene collocato nella parte bassa dell'addome, nella fossa iliaca, e collegato ai vasi sanguigni della zona; l'uretere viene poi unito alla vescica.
  7. Subito dopo l'intervento

    Segue un periodo di sorveglianza stretta, in molti centri inizialmente in terapia intensiva, con il controllo della diuresi e degli esami di laboratorio.
  8. Ripresa della funzione

    Il rene può iniziare a produrre urina subito dopo il ripristino della circolazione. Una ripresa funzionale ritardata è possibile e può richiedere dialisi per un periodo limitato, senza che questo significhi che il trapianto non sia riuscito.

Vivere con un trapianto di rene

La terapia immunosoppressiva si assume per tutto il tempo in cui il trapianto funziona. L'interruzione o l'assunzione irregolare è tra le cause più frequenti di rigetto, ed è l'aspetto che dipende più direttamente dal paziente. I controlli di laboratorio sono ravvicinati nei primi mesi e si diradano con il tempo, ma non si interrompono. Il calendario lo stabilisce il centro.

Se sta valutando un intervento fuori dall'Italia, due questioni vanno chiarite prima di partire e non al ritorno. La prima: se il farmaco previsto dalla clinica è disponibile e rimborsabile in Italia, e chi glielo prescriverà. La seconda: quale nefrologo e quale centro trapianti la prenderanno in carico per i controlli successivi.

Dalla clinica porti con sé la documentazione completa: il verbale operatorio, i risultati degli esami di compatibilità tra donatore e ricevente, lo schema della terapia, la lettera di dimissione e il calendario dei controlli. Senza questi documenti la presa in carico in Italia diventa difficile.

Dopo il trapianto le limitazioni alimentari e di attività sono minori di quelle imposte dalla dialisi. L'adattamento richiede però tempo: l'ansia legata a un possibile rigetto è comune nel primo anno, così come un calo dell'umore a qualche settimana dall'intervento. Non sono segnali che qualcosa sia andato storto, ma sono un motivo per chiedere sostegno.

Si rivolga a un medico lo stesso giorno se compaiono riduzione della quantità di urina, febbre, dolore o dolorabilità sopra la zona del trapianto, aumento rapido di peso o gonfiore.

Domande frequenti

Risposte del team di contenuti medici, revisionate dal revisore medico indicato in questa pagina.

Quanto dura l'intervento di trapianto di rene?
L'intervento si svolge in anestesia generale e dura alcune ore, secondo il caso e il centro. A questo tempo vanno aggiunti la preparazione precedente e il periodo di sorveglianza successivo. Chieda al centro la durata stimata per il suo caso, per iscritto.
Quali sono i tempi di recupero dopo un trapianto di rene?
La dimissione avviene dopo alcuni giorni di degenza, ma il recupero non finisce lì. Nei primi mesi i controlli sono ravvicinati e la ripresa delle attività abituali è graduale e concordata con il centro: lo sforzo fisico intenso e il sollevamento di pesi sono limitati nelle prime settimane. Anche il donatore, il cui decorso è più breve, ha bisogno di un periodo di recupero.
Quanto dura un rene trapiantato?
La durata varia molto da paziente a paziente e dipende dal tipo di donazione, dalla compatibilità e dalla regolarità della terapia immunosoppressiva. Chieda al centro trapianti i suoi risultati a uno e a cinque anni e a quale registro li comunica: il Centro Nazionale Trapianti pubblica i dati per singolo centro su trapianti.salute.gov.it.
Fino a che età si può ricevere un trapianto di rene?
Non esiste un limite di età fissato in astratto. Contano lo stato di salute generale, la funzione cardiaca e polmonare e la presenza di altre malattie, che il centro trapianti valuta caso per caso, e la valutazione si ripete nel tempo perché queste condizioni cambiano.
Quali sono i tempi di attesa in Italia?
L'attesa di un rene da donatore deceduto si misura in anni e dipende dal gruppo sanguigno, dal grado di immunizzazione e dal centro. Per gli adulti le liste sono regionali o interregionali, per l'età pediatrica nazionali. I dati per singolo centro sono pubblicati dal Centro Nazionale Trapianti su trapianti.salute.gov.it.
Si può ricevere un secondo trapianto?
Sì. Il percorso ricomincia dalla valutazione presso il centro trapianti, che tiene conto del grado di immunizzazione sviluppato dopo il primo intervento. Se il trapianto smette di funzionare si torna alla dialisi e si può essere reinseriti in lista.
Come si diventa donatore di rene da vivente?
La donazione da vivente in Italia è gratuita e riguarda un familiare o una persona legata al ricevente da un rapporto stretto. Il percorso comprende gli accertamenti sul donatore, la valutazione di una commissione indipendente di esperti e l'autorizzazione di un magistrato, come previsto dalla legge 26 giugno 1967, n. 458. Si rivolga al centro trapianti che segue il ricevente. Non esiste alcun modo di donare a titolo oneroso.

Informazioni su questa pagina

Scritto da Abdulaziz Ali. Revisionato dal punto di vista medico da Dr. Hasan L. Lice, Chirurgia Bariatrica. Contenuto aggiornato il 15 settembre 2024. Prossima revisione programmata: 15 settembre 2025.

Questa pagina contiene informazioni generali, non consigli medici personali. Non costituisce una diagnosi e non sostituisce una valutazione individuale da parte di un medico che l'ha visitata.

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